
(Foto. nel riquadro Antonio Martino)
Di Rainero Schembri
In un contesto internazionale sempre più convulso sono in molti a parlare dell’assoluta necessità di elaborare una strategia comune politica ed economica tra l’America Latina e l’Europa. Ebbene, in questo momento un italo-argentino, sta lavorando concretamente su questo progetto. Parliamo di Antonio Anselmo Martino, Professore emerito dell’Universidad de Salvador (Argentina) e dell’Università di Pisa. Profondo conoscitore dell’Italia, attualmente residente a Buenos Aires, Martino è Membro Associato del Center for Artificial Intelligence and Cognate learning dell’Università di Greenwich, nonché membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze di Buenos Aires (https://www.ciencias.org.ar/). Con lui abbiamo parlato dell’IA in America Latina e delle prospettive di una più stretta collaborazione, in questa delicata e decisiva materia, sulle due sponde dell’Atlantico.
Professore, in estrema sintesi, quali sono gli scopi principali dell’associazione da lei presieduta?
La missione dell’Accademia Nazionale delle Scienze di Buenos Aires è quella di promuovere le attività scientifiche nel Paese a beneficio dei suoi cittadini e fornire consulenza multidisciplinare indipendente su questioni relative alle scienze, alla tecnica e alla loro filosofia.
A che livello di diffusione si presenta complessivamente l’intelligenza artificiale in Argentina e in America Latina?
Se dieci anni fa ancora si potevano descrivere le varie modalità di questa scienza, attualmente l’AI ha raggiunto un tale grado di diffusione che risulta difficile raccontarla con scioltezza. Comunque si può dire: L’intelligenza artificiale è molto diffusa in Argentina. Il 65% della popolazione utilizza le chatbot, superando la media globale. Il 58% degli adulti ha un’opinione positiva sui suoi benefici sociali e il 58% dei giovani, tra i 9 e i 17 anni, ha già utilizzato strumenti come ChatGPT. Ciò indica un’adozione precoce e diffusa, specialmente tra i più giovani, con una crescente familiarità e accettazione nella vita quotidiana. L’Argentina, Paese all’avanguardia in termini di innovazione, occupa un posto di rilievo nell’Indice latinoamericano dell’ intelligenza artificiale (ILIA) 2024. Con un punteggio di 55,77 su 100, l’Argentina si classifica come paese “adottante” dell’IA.
In quali settori l’IA viene maggiormente utilizzata in Argentina?
L’intelligenza artificiale viene utilizzata principalmente nel settore agricolo, dove si impiegano sensori intelligenti per monitorare l’umidità e le sostanze nutritive del suolo, ottimizzando così la produzione. Il suo impiego è in crescita anche nel settore sanitario, sebbene si debbano affrontare alcune sfide nella sua implementazione. Il settore agricolo sta compiendo progressi nelle decisioni ambientali e nell’analisi climatologica grazie all’IA, distinguendosi tra i più innovativi. Sebbene altri settori stiano adottando tecnologie di IA, quello agroindustriale è all’avanguardia grazie alla sua integrazione precoce, così come nel campo dell’industria estrattiva, per il petrolio e i minerali.
Esistono in questo settore dei particolari legami di collaborazione tra l’Europa e l’America Latina? In concreto, l’IA sta avvicinando le due sponde dell’Atlantico?
Sì, esistono legami crescenti di collaborazione tra Europa e America Latina nel settore digitale, con l’UE che promuove la cooperazione tecnologica come priorità nelle relazioni con il continente. L’intelligenza artificiale sta diventando un motore di avvicinamento, favorito da iniziative comuni su standard tecnologici, sicurezza digitale e sviluppo sostenibile. Progetti congiunti in ambito AI, 6G e governance digitale rafforzano la sinergia tra le due regioni, contribuendo a creare un’alleanza strategica basata su valori condivisi come la trasparenza e la protezione dei diritti umani.
Quali sono i suoi progetti futuri?
I miei progetti futuri in materia di intelligenza artificiale si concentrano sulla creazione di strumenti educativi interattivi che integrino l’IA allo scopo di personalizzare l’apprendimento. Voglio contribuire a una rete nazionale prima, latinoamericana dopo e finalmente delle due sponde dell’Atlantico di docenti che utilizzino tecnologie etiche e trasparenti, promuovendo l’accessibilità nell’istruzione. L’obiettivo è sviluppare soluzioni multimodali e autonome, allineate ai principi di responsabilità e inclusività, preparando il sistema scolastico alle grandi sfide degli anni trenta.
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