Il rinomato tè dello Zhejiang profuma il 26° forum nella sede della FAO di Roma

(Foto: un momento della degustazione)

Di Mario Ciotti

L’aroma del tè dello Zhejiang ha inebriato la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) di Roma, in occasione dellasettimana dedicata all’Innovate today. Nourish tomorrow. L’iniziativa promossa da China International Tea Culture Institute (CITCI), in collaborazione con Tide Newsdel Zhejiang Daily Press Group e dallo Zhejiang International Communication Center (ZICC), ha rappresentato l’occasione per far conoscere alla comunità internazionale i risultati raggiunti dal settore del tè dello Zhejiang negli ultimi vent’anni e,
promuovere al tempo stesso gli scambi culturali e la cooperazione internazionale
attraverso una delle tradizioni più rappresentative della Cina.

All’interno dell’areade gustazione, allestita nei pressi della sala in cui si svolgeva la cerimonia di apertura delle celebrazioni per l’81° anniversario della FAO, si sono registrate oltre 600 visite
da parte di rappresentanti, funzionari e ospiti di più di 70 Paesi. A questi sono state servite, diverse varietà pregiate di tè dello Zhejiang, tra cui il Xihu Longjing, il Jiuqu Hongmei,, lo Pingyang Hongtang, il Jinzhuan Fu e il Tiantai Yunwu.

Anche il direttore generale della FAO, Qu Dongyu, accompagnato dal Re del Lesotho, Letsie III, ha visitato lo spazio espositivo e gustato il prelibato infuso. Entrambi hanno mostrato particolare interesse per una ceramica realizzata attraverso un processo di cottura a temperature superiori ai mille gradi, che consente di imprimere una vera foglia nella superficie del manufatto, evocando l’immagine poetica di una foglia che cade nell’acqua. Tra gli altri visitatori figuravano i vicedirettori generali della FAO Rakesh Muthoo, Zhimin Wu e Thanawat Tiensin, la direttrice della Divisione per la
Cooperazione Sud-Sud e Triangolare Yang Hua, Yin Yuzhen, conosciuta in Cina per ilsuo impegno nella lotta alla desertificazione e recentemente riconosciuta dalla FAO tra le cento donne protagoniste dei sistemi agroalimentari e dello sviluppo rurale e, lo statunitense Ronald Sakolsky, insieme a numerosi altri ospiti internazionali.


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