Al Vascello ‘Orologio Americano’ di Artur Miller

(foto: un momento dello dello spettacolo)

Dal 14 al 18 ottobre andrà in scena al Teatro Vascello di Roma ‘L’Orologio Americano’ del grande drammaturgo statunitense Artur Miller. Nel 1927, all’apice del boom, ho letto la notizia che la Società Aeronautica Wright aveva incostruzione l’aereo con cui Lindbergh avrebbe fatto la traversata dell’Atlantico. Così ho comprato le azioni della Wright. Bene, quelle azioni sono salite da uno a sessantasette nel giro di una mattinata. E fu quel giorno che io smisi di credere nel boom permanente: solo un’illusione si può moltiplicare per sessantasette in tre ore. Quel giorno stesso ho iniziato a
uscire dal mercato. Nel giro di due anni, tutto andò a catafascio (Arthur Robertson in L’orologio americano).

Elio De Capitani sceglie ancora Arthur Miller per parlarci di noi e di oggi, spostando l’attenzione dai suoi capolavori più noti (Morte di un commesso viaggiatore ed Erano tutti miei figli che ha già affrontato) al suo testo più innovativo. L’orologio americano, composto nel 1980, aspira a un’originale forma di teatro totale, che risente della lezione di Brecht – sia quello espressionista dei primi drammi che agli sviluppi successivi del teatro epico – per portarla verso esiti totalmente inediti, ispirandosi a un genere teatrale tipicamente americano, il vaudeville. È un testo corale e perfetto per mettere alla prova la giovane Compagnia dell’Accademia, formata da attori e attrici che hanno appena concluso il
percorso di studi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

Dalle note di regia di Elio De Capitani: Per incarnare la mia visione di quest’opera, la più aperta e sperimentale di Miller, ho subito pensato a un circo, tra Brecht e Fellini, un nuovo teatro-circo per quest’epoca di accelerazioni brutali. Sotto la maschera di un clown, l’uomo si mostra nella sua sempre
vulnerata grandezza. Dietro al ghigno di un ambiguo maestro di cerimonie, come nel Kit-Kat Club del film Cabaret di Bob Fosse, l’uomo mostra il suo lato mefistofelico. Miller ci porta nel pieno della Grande Depressione e della crisi che investe l’America nel 1929. Rispetto ai testi precedenti, qui allarga il campo del suo racconto: il ring delle azioni non è circoscritto alla famiglia americana, ma guarda all’intero paese, da Brooklin alle pianure dell’Iowa, dalle sponde del Mississippi a quelle dei grandi laghi in Michigan.
La famiglia Baum – che è lo specchio di quella di Arthur Miller – un tempo benestante, vede restringersi i propri privilegi e scivola progressivamente nell’indigenza, dopo che il capofamiglia perde il lavoro. La sua storia è raccontata intrecciando i ricordi del giovane figlio e di Arthur Robertson, un uomo di affari che è scampato al collasso finanziario prevedendo gli esiti della grande bolla che ha trascinato il Paese nella più grave crisi economica e sociale conosciuta sino ad allora. I due evocano e mettono in scena una girandola di decine di personaggi, una folla proveniente dai più diversi contesti sociali, un grande affresco corale: la società stessa diventa protagonista e con essa la sua responsabilità nei confronti dell’individuo e quella del potere politico ed economico nei confronti della collettività.
Una grande produzione che vede associati l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica
“Silvio d’Amico” e il Teatro dell’Elfo e che si avvale anche della collaborazione
dell’Accademia di Brera. La traduzione è affidata a Cristina Viti (già autrice della versione
italiana di Moby Dick alla prova), scene e costumi del circo-cabaret sono ideati da Carlo
Sala e le musiche originali sono composte ed eseguite dal vivo da Mario Arcari.


‘OROLOGIO AMERICANO
di Arthur Miller
traduzione Cristina Viti
regia Elio De Capitani
scene e costumi Carlo Sala
musiche originali e arrangiamenti Mario Arcari eseguite dal vivo
con gli attori della Compagnia dell’Accademia: Angelica Barelli, Alessandro Buono, Melissa
Del Carmen Chaigan, Chiara Casarin, Laura Cestaro, Flavio D’Andrea, Edoardo De
Padova, Anna Demichelis, Luca Duarte Di Gangi, Vittorio Maria Mearelli, Giorgio Petrotta,
Gabriele Maria Pizzurro, Caterina Rugghia, Pietro Saccomani, Nicola Tagliatori, Chiara
Tognarini, Chiara Trombini, Nicola Vantaggi
luci Nando Frigerio
suono Hubert Westkemper
assistente alla regia Alessandro Frigerio
assistenti di regia allievi Alessia Giglio e Gennaro Madonna
assistente scene e costumi Ambra Santanicchio
costruzione scene Tommaso Frigerio
scene e costumi realizzati dal Teatro dell’Elfo con la collaborazione degli allievi
dell’Accademia di Brera: scenografi stagisti Giada Genoni, Martina Mazzoleni, Fabio
Sciacca, Sofia Villapiano, Shujin Zhao
sarti stagisti Lorenzo Talamonti, Aurora Torre, Chiara Cavazza, Benedetta Bodini
maschere realizzate dalla classe di trucco e maschera dell’Accademia di Brera della
prof.ssa Donatella Mondani
co-produzione Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, Teatro
dell’Elfo
durata 3 h con intervallo

ORARI spettacoli
dal martedì al venerdì h.21
sabato h.19
domenica h.17

Teatro Vascello www.teatrovascello.it via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it Responsabile relazioni esterne: Cristina d’Aquanno spettacolo info promozioneteatrovascello@gmail.com   promozione@teatrovascello.it
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