
(Foto: un momento dello spettacolo)
Dal 7 al 11 ottobre (dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19, domenica h 17) andrà in scenza al Teatro Vascellolo di Roma Lemnos, la prima tappa di un progetto performativo che attraversa mito, poesia e paesaggio contemporaneo. Il lavoro prende avvio dalla figura di Filottete, l’eroe abbandonato sull’isola di Lemnos dopo essere stato ferito da un serpente. La sua ferita, incurabile e maleodorante, lo rende intollerabile alla comunità dei guerrieri che lo lasciano solo sull’isola durante la spedizione verso Troia. Anni dopo, quando la guerra sembra impossibile da vincere, i Greci scoprono che solo il suo arco — l’arco di Eracle — può garantire la vittoria. Sono così costretti a tornare a cercare proprio colui che avevano espulso. Il mito narra che Ulisse e il giovane Neottolemo tornino a Lemnos, per sottrargli l’arco con l’inganno. Alla fine, però, la rivoluzione interiore di Neottolemo modificherà l’esitodella storia.
Lemnos è una drammaturgia originale che nasce da scoperte e risonanze con il presente, da viaggi nei luoghi della ricerca, da incontri e interviste. Da diari scritti nei mesi di lavoro. Il progetto assume questo mito come una figura nodale per interrogare i meccanismi di esclusione che attraversano le comunità politiche e le narrazioni storiche. Nella riscrittura scenica di Lemnos, Filottete è una donna: un gesto che si pone come omaggio alla poesia e al pensiero di Adrienne Rich, che sceglie proprio
Filottete come suo alter ego che re-visiona il mondo da una prospettiva femminista e radicale. La ferita di Filottete diventa così il punto di emergenza di un corpo che la comunità non riesce a contenere ma di cui continua ad avere bisogno. Anche Eracle è una donna, ma ha perso le sue doti di deus ex machina.
Queste due polarità circondano i due diversi modelli maschili: Ulisse archetipo di una strategia stanca accanto a Neottolemo che porta il peso di essere figlio di un eroe. E poi c’è il coro che dal presente racconta, sa, rende testimonianza parlando in greco. La drammaturgia si costruisce come un montaggio di materiali poetici e teorici che attraversano il Novecento e la scrittura femminista. Tra questi, la riscrittura del mito di Ghiannis Ritsos, poeta greco che visse lunghi periodi di confino politico, e le risonanze epiche e postcoloniali di Derek Walcott. A queste voci si intrecciano la scrittura di Rich e il pensiero di Hélène Cixous, componendo un campo di forze poetiche in cui il mito viene
riattivato come dispositivo critico sul presente.
Il lavoro nasce parallelamente da una ricerca sul campo condotta in Grecia, tra isole e paesaggi attraversati da stratificazioni di memoria politica. In particolare, l’isola di Makronisos, che è la vera isola del Filottete di Giorgina Pi, luogo di deportazione e rieducazione durante e dopo la guerra civile greca entra nel progetto come controcampo storico del mito: un paesaggio reale in cui la ferita e l’esilio assumono una dimensione collettiva ancora irrisolta.
LEMNOS
regia, drammaturgia, scene e video Giorgina Pi
dramaturgo Massimo Fusillo
con Gaia Insenga (Filottete), Giampiero Judica (Ulisse), Aurora Peres (Deus Ex), Gabriele
Portoghese (Neottolemo), Alexia Sarantopoulou (Il Coro)
ambiente sonoro Collettivo Angelo Mai
arrangiamenti e cura del suono Cristiano De Fabritiis, Valerio Vigliar
costumi Sandra Cardini
luci Andrea Gallo
colorist Alessio Morglia
produzione Bluemotion /Teatro Nazionale di Genova / ERT Emilia Romagna Teatro
Fondazione –Teatro Nazionale / TPE Teatro Piemonte Europa in collaborazione Angelo Mai
guarda il trailer
https://drive.google.com/file/d/1UZhXG6VDOM0c6SBO4dK7xHK2hGAILMYO/view
Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Monteverde Roma Dal Dal 7 al 11 ottobre dal mercoledì al venerdì h 21, sabato h 19, domenica h 17
BIGLIETTERIA
intero € 25
over 65 € 20
cral e convenzioni € 18
studenti € 16
Responsabile relazioni esterne e stampa: Cristina D’Aquanno
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