Fabio Porta: “I rischi della nuova legge elettorale per gli italiani all’estero”.

(Foto: nel riquadro Fabio Porta)

Riprendiamo il nostro bilancio sulla realtà che stanno vivendo in questo momento gli italiani all’estero intervistando il Parlamentare Fabio Porta del PD eletto nella Circoscrizione America del Sud. Parleremo soprattutto della nuova legge elettorale e politica internazionale.

Per cominciare, cosa ci può dire in merito alla nuova legge elettorale che sta per essere approvata in Parlamento e che per l’elezione dei 12 deputati prevede di ridurre le attuali quattro Circoscrizioni all’estero in due (Europa e resto del mondo) e per l’elezione dei 4 Senatori una sola Circoscrizione per tutto il mondo?

Che dire. La maggioranza ha approvato una norma sul voto degli italiani all’estero respingendo ogni proposta di correzione e ignorando perfino le obiezioni emerse al proprio interno. È un segnale politico grave. Anche chi, nella maggioranza ha richiamato la specificità delle comunità italiane nel mondo e la necessità di salvaguardarne una rappresentanza effettiva è stato invitato a ritirare le proprie proposte. La disciplina di coalizione ha prevalso ancora una volta sull’ascolto, sul confronto e sul rispetto di milioni di connazionali residenti fuori dall’Italia (Porta si riferisce in psrticolare al ritiro degli emendamenti presentati dal senatore Roberto Menia n.d.r.).

Lei ha l’impressione che sul piano generale ci sia un tentativo di contrastare la rappresentanza degli italiani all’estero?

Non v’è dubbio. Dopo la legge Tajani, che ha ristretto la trasmissione della cittadinanza italiana alle nuove generazioni nate all’estero questa riforma elettorale conferma una linea precisa: limitare diritti, ridurre rappresentanza, indebolire il rapporto tra l’Italia e le sue comunità nel mondo. Gli italiani all’estero devono capire se, per questa destra, sono cittadini da rispettare e coinvolgere nelle politiche pubbliche del Paese oppure soltanto un elemento di folclore da celebrare nelle occasioni ufficiali. Noi continueremo a difendere la Circoscrizione Estero, il diritto di voto e una rappresentanza piena, libera e credibile delle nostre collettività nel mondo.

Cambiado discorso, In questo momento il mondo è colpito da diverse guerre, conflitti locali, persecuzioni. Che ruolo può giocare l’Italia, ad esempio, per quanto riguarda l’eterno conflitto arabo-israeliano?

Quello che mi sento di dire come rappresentante degli italiani all’estero, e in particolare dell’America meridionale, conosco realtà nelle quali le comunità di origine ebraica e araba, di fede cristiana e musulmana, vivono, lavorano e costruiscono insieme il proprio futuro. Quella convivenza non è un’utopia: esiste e dimostra che l’odio non è un destino inevitabile.  L’Italia, per la sua storia mediterranea e per la sua tradizione diplomatica, può e deve fare di più: sostenere la mediazione, la ricostruzione e i diritti di entrambi i popoli, il diritto di Israele a vivere in sicurezza e il diritto dei palestinesi ad avere finalmente uno Stato.

A proposito di elezioni, stanno per iniziare le votazioni per i nuovi rappresentanti dei Comites nel Mondo, i Comitati degli italiani all’estero. Cosa sente di esprimere su questo importante appuntamento?

Voglio rivolgere un appello a tutti gli italiani residenti all’estero: partecipate alle prossime elezioni dei Comites (Comitati degli italiani all’estero), gli organismi di rappresentanza di base delle nostre grandi collettività nel mondo! Avremmo preferito che queste elezioni fossero state convocate dopo l’approvazione di una riforma di questi organismi, in grado di dare più potere e soprattutto risorse alla rappresentanza territoriale di oltre il dieci per cento della popolazione italiana; sarebbe stato preferibile evitare la coincidenza di questa consultazione con il dibattito in Parlamento sul voto all’estero e le possibili prossime elezioni politiche in Italia.

Il governo, ancora una volta, ha scelto una strada diversa e la cosa che più ci preocupa, e che abbiamo denunciato, è che non ha accolto nessuna delle richieste formulate nostri parlamentari eletti all’estero e dallo stesso CGIE (Consiglio generale degli Italiani all’Estero) a favore di una semplificazione e flessibilità di tutti i passaggi burocratici per la presentazione delle liste e l’iscrizione alla lista degli elettori. Obbligo quest’ultimo che si è rivelato devastante in assenza di una parallela azione di capillare informazione dei nostri concittadini residenti all’estero.

Detto tutto ciò, prima di concludere, desidero come neo-Presidente dell’Unione Siciliana Emigrati e Famiglie, esprimere a tutti i familiari e amici dell’ex Segretario Generale dell’USEF Salvatore Augello, le mie più sincere condoglianzeper la sua recente scomparsa. Impossibile in poche righe ricordare l’umanità e l’impegno politico e sociale di un uomo che ha dedicato la propria vita alla difesa dei diritti dei lavoratori e degli emigrati.

Rainero Schembri

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