
(Foto: nel riquadro Antonello Caponera sullo sfondo di Bogotà, Capital della Colombia)
Riceviamo e volentieri pubblichiamo un articolo di Antonello Caponera, giornalista, docente e scrittore, nonché Presidente del Comites della Colombia che rappresenta gli italiani residenti in questo grande e importante Paese Sud Americano. L’articolo prende spunto dal prossimo X vertice della Celac, la Comunità che riunisce 33 Paesi Latinoamericani e Caraibici. Nato nel 2011 in Venezuela, la Celac è un organismo intergovernativo di dialogo e integrazione politica, economica, sociale e culturale. Viene, inoltre, considerata il partner principale dell’Unione Europea per i vertici interregionali, come quello tenutosi nel novembre del 2025.
Di Antonello Caponera (Presidente Comites Colombia)
La capitale colombiana ospiterà il prossimo 21 marzo il X Vertice dei Capi di Stato e di Governo della Comunitá degli Stati Latinoamericani e caraibici (CELAC), un incontro che riunirà i leader dell’America Latina e dei Caraibi per fare il punto sull’agenda dell’integrazione regionale. Nel corso della riunione la Colombia, che attualmente detiene la presidenza pro tempore dell’organismo, trasferirà l’incarico all’Uruguay.
Il vertice si svolgerà nel quadro del Forum di Alto Livello CELAC–Africa e si concluderà con l’adozione della Dichiarazione di Bogotá, documento con cui gli Stati membri riconosceranno i progressi compiuti nell’ultimo anno in materia di integrazione regionale, cooperazione, promozione della pace e rafforzamento del multilateralismo, oltre a definire le priorità per il prossimo periodo.
Prima dell’incontro dei capi di Stato, la capitale colombiana sarà teatro di diverse riunioni preparatorie. Dal 16 al 18 marzo si terrà la XXIX Riunione dei Coordinatori Nazionali della CELAC presso il Ministero degli Affari Esteri. Successivamente, il 20 marzo, presso il centro congressi Ágora Bogotá Centro de Convenciones, si svolgerà la riunione dei coordinatori nazionali con rappresentanti dei Paesi africani, seguita dall’incontro delle ministre e dei ministri degli Esteri della CELAC.
La Colombia ha assunto la presidenza pro tempore della CELAC il 9 aprile 2025, durante il vertice tenutosi a Tegucigalpa (Honduras) e da allora ha promosso un’agenda orientata al rafforzamento della cooperazione regionale, allo sviluppo sostenibile, alla giustizia sociale e al rilancio del multilateralismo.
Tra i risultati più rilevanti del periodo si segnala l’impulso a iniziative dedicate alla transizione energetica giusta e all’integrazione energetica regionale, oltre al rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza per affrontare sfide comuni come narcotraffico, tratta di persone, criminalità informatica e reati ambientali.
La realizzazione del Forum di Alto Livello CELAC–Africa aprirà inoltre un nuovo spazio di dialogo tra le due regioni per promuovere lo scambio di esperienze e lo sviluppo di alleanze strategiche nei settori della sicurezza, dello sviluppo sostenibile e dell’integrazione regionale.
Con questo vertice, la Colombia intende ribadire il proprio impegno nel rafforzare la CELAC come principale foro di concertazione politica dell’America Latina e dei Caraibi, oltre a promuovere una voce regionale più unita sulla scena internazionale attraverso partenariati strategici con Africa, Europa e Asia.
Infine, va sottolineato che i tanti italiani e discendenti di italiani che vivono in America Latina seguiranno con grande interesse i lavori della Celac. L’auspicio è che l’Italia si faccia portavoce in sede Europea dell’assoluta necessità che proprio in un periodo di grandi sconvolgimenti strategici sul piano politico, economico e culturale, si riesca a rafforzare tempestivamente i legami tra la UE e l’America Latina. In altri termini, occorre assolutamente evitare il ripetersi di certe indecisioni che da ben 25 anni ritardano, ad esempio, la sigla definitiva dell’accordo UE- Mercosur (l’Associazione di libero scambio tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). Sarebbe, infatti, un errore imperdonabile, non solo per l’Europa e l’Italia ma anche per i milioni di italiani e discendenti di italiani che vivono in America Latina e nei Caraibi.
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