
(Foto: un momento dello spettacolo)
Dal 24 al 29 marzo (dal martedì al venerdì h 21, sabato h 19 e domenica h 17- matinée giovedì 26 marzo h 10.30) andrà in scena ‘Lettere a Bernini’ di Marco Martinelli e dedicato al grande scultore. Un dialogo sull’alchimia dei linguaggi da cui scaturisce lo spettacolo, fondamento della poetica delle Albe sin dalle origini. Per la compagnia ravennate, diretta da Martinelli insieme a Ermanna Montanari fin dai primi anni Ottanta, nel processo creativo non c’è linguaggio che prevalga sugli altri: e la regia ha il compito di mettere in armonia i vari elementi e i diversi protagonisti, senza gerarchie prefissate, al fine di una “messa in scena” che sia “messa in vita”.
Lettere a Bernini si svolge interamente in un giorno d’estate dell’anno 1667, esattamente il 3 agosto. In scena, nel suo studio di scultore, pittore e architetto, il vecchio Gian Lorenzo Bernini, la massima autorità artistica della Roma barocca, è infuriato con Francesca Bresciani, intagliatrice di lapislazzuli che ha lavorato per lui nella Fabbrica di San Pietro e che ora loaccusa, di fronte ai cardinali, di non pagarle il giusto prezzo per il suo lavoro.
Nell’infuriarsi con la donna, Bernini evoca l’ombra dell’odiato rivale, Francesco Borromini, il geniale architetto ticinese. Un’evocazione ‘in absentia’, al pari di quelle dei suoi allievi, ai quali Bernini si rivolge, discutendo con loro, mettendoli in posa, facendoli recitare nelle commedie da lui scritte e dirette, perché imparino a incarnare gli ‘affetti’, i sentimenti che dovranno trasferire nel marmo.
Quando, poi, giungerà la notizia inaspettata del suicidio di Borromini, la furia cederà il passo alla pietas: per la tremenda depressione che aveva colpito il rivale in quegli ultimi anni e, al contempo, per l’incessante guerra che gli artisti si fanno, tutti contro tutti, per il loro ‘sgomitare sotto il cielo’, come direbbe Thomas Bernhard. Travolto da quella pietas, Bernini giungerà a riconsiderare l’opera del collega, riconoscendone l’alto valore. Chi può comprendere fino in fondo la grandezza di un artista? Il suo rivale. Il suo avversario. Il suo simile.
Marco Martinelli è drammaturgo, regista di teatro e di cinema, fondatore del Teatro delle Albe (1983) insieme a Ermanna Montanari, con la quale ne condivide la direzione artistica. Le sue drammaturgie sono pubblicate e messe in scena in Italia e in altre dieci lingue nel mondo. Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali ricevuti: sette Premi Ubu (l’Oscar del teatro italiano) come regista, drammaturgo, pedagogo; il Premio Mess del Festival di Sarajevo, il Premio Hystrio alla regia, il Premio alla Carriera assegnato dal Festival “Les Journées Theatrales de Carthage” (Tunisi). Nel 2016 pubblica Aristofane a Scampia (Ponte alle Grazie) in cui racconta l’esperienza della non-scuola, nata a Ravenna e divenuta un paradigma pedagogico in ambito internazionale. Il libro, tradotto in francese e pubblicato da Actes Sud, ha ricevuto il Prix de la Critique come “miglior libro sul teatro” del 2021. Nel campo cinematografico ha realizzato i film Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi (2017), The Sky over Kibera (2019), ER (2020), fedeli d’Amore (2021)
LETTERE A BERNINI di Marco Martinelli
In scena Marco Cacciola; Disegno luci Luca Pagliano Scenografia Edoardo Sanchi Musiche originali e sound design Marco Olivieri Tecnico audio Paolo Baldini Realizzazione immagini video Filippo Ianiero Ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari Regia Marco Martinelli Coproduzione Albe / Ravenna Teatro – Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Naz Durata 75 minuti
Teatro Vascello via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it www.teatrovascello.it via Giacinto Carini n.78 00152 Roma tel. 065881021 fax 065816623 E-mail: amministrazione@teatrovascello.it Biglietteria: intero € 25, over 65 € 20, cral e convenzioni € 18, studenti € 16
Responsabile stampa: Cristina Daquanno
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