A Buenos Aires un Museo dell’Emigrazione Italiana.

(Foto: sullo sfondo di Buenos Aires, l’Ambasciatore dell’Italia Fabrizio Lucentini e Ana Scarinci)

Da Ana Scarinci di Buenos Aires, giornalista e studiosa della realtà italiana in Argentina, riceviamo e volentieri pubblichiamo un suo articolo riuguardante la nascita dell’emigrazione italiana in Argnetina.

Un primo passo verso la concrezione dell’importante iniziativa della quale stiamo per raccontare, è avvenuto nel marzo del 2024, quando è stata firmata l’autorizzazione a utilizzare l’immobile per ospitare Museo dell’immigrazione italiana. Esso si trova di fronte all’aeroporto Jorge Newbery di Buenos Aires ed occupa uno spazio di 1200 metri quadrati, a due passi dal monumento dedicato a Cristoforo Colombo, sulla costa del Río de la Plata.   Erano presenti il ministro dello sviluppo economico e della produzione del governo della città autonoma di BuenosAires, José Luis Giusti, e il presidente della Fediba (Federación de Instituciones italianas de la Circunscripción Consular de BsAs.) Dario Signorini, nonché l’Ambasciatore d’Italia Fabrizio Lucentini e il Console Generale a Buenos Aires Carmelo Barbera.

Recentemente è stato compiuto un secondo passo decisivo con l’approvazione da parte dell’Assemblea Legislativa di CABA (città e provincia di Buenos Aires) di una legge che concede a Fediba la concessione gratuita per 30 anni per la costruzione del Museo. La legge è stata celebrata il 4 settembre, Giornata degli Immigrati italiani in Argentina. Si tratta di una magnifica iniziativa a favore del rafforzamento delle relazioni  tra il popolo italiano e quello argentino, nonché un giusto omaggio agli antenati e un riconoscimento alla forza creatrice della  comunità italiana nell’ambito dello sviluppo storico del paese e dalla sua origine. Parliamo di un progetto unico concepito come spazio di incontro, memoria e creazione, con l’obiettivo di onorare l’eredità degli antenati italiani che, tra l’altro, permetterà  di coinvolgere e lavorare con le nuove generazioni per progettare il loro futuro.

Simile al MEI (Movimento dell’Emigrazione Italiana), che ha sede a Genova, il museo di Buenos Aires offrirà un’esperienza tecnologica all’avanguardia per rivivere i momenti più significativi, evidenziando i contributi dell’arte, della scienza e della cultura.  Concepito come un omaggio storico, il museo viole offrire uno spazio di incontro, memoria e creazione. In altri termini, una piattaforma interattiva educativa, capace di promuovere il patrimonio culturale e sociale ed anche i valori di solidarietà e fraternità degli italiani emigrati, e dell’identità italoargentina. Per maggiori informazioni, contattarel l’indirizzo e-mail: museodelainmigracionitaliana@gmail.com.

Un’altra interessante iniziativa riguarda l’Associazione Siciliana Buenos Aires Nord. Per la cronaca, i siciliani di Buenos Aires Nord stanno celebrando il loro trentesimo anniversario. Dal suo inizio, avvenuto il 25 aprile 1995, i fondatori di questa associazione e i collaboratori hanno saputocreare una entità apprezzata e valutata nella regione Nord di Buenos Aires. Il concorso letterario di poesia e racconti chiamato “Premio José Carlos Capparelli” avviato l’anno scorso rimane il simbolo degli obiettivi culturali dell’ Associazione. È dal 2008 che i siciliani lo portano avanti con orgoglio e maestria. Una vera azione di pace che riunisce le opere, in lingua spagnola, italiana ed anche in dialetto siciliano. L’iniziativa coinvolge scrittori di tutto il mondo, senza differenze di nazionalità, età o provenienza. Da più parti dell’Argentina sono giunti auguri di compleanno e congratulazioni per il lavoro trentennale dedicato all’ attività culturale, alla valorizzazione e sostegno dell’identità italiana e al lodevole sforzo di integrazione culturale.


ANA SCARINCi

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