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(una circolare del Ministero ordina la chiusura di 95 impianti delle tv locali siciliane già da domani 7 marzo 2016)

L’EFFETTO DEL RENZISMO FASCISMO

(una circolare del Ministero ordina la chiusura di 95 impianti delle tv locali siciliane già da domani 7 marzo 2016)

  • L’ordine di vigilare sull’immediato spegnimento dei 95 impianti televisivi delle tv locali della Sicilia è stato impartito dalla Direzione del Ministero dello Sviluppo Economico all’Ispettorato Territoriale Sicilia. Le emittenti coinvolte, colte di sorpresa, sono nel panico in quanto non riescono più a garantire al personale dipendente il posto di lavoro e all’utenza la continuità del servizio. Infatti, la procedura della famosa rottamazione prevede che le emittenti sottoposte a chiusura forzata dal D.M. 15 aprile 2015, hanno diritto ad accedere ai mux degli Operatori di Rete in esercizio a condizioni economiche agevolate e che, proprio per questo, il Ministero avrebbe pubblicato i relativi listini per consentire alle emittenti rottamate di definire i contratti per continuare l’attività. Ma non è tutto. La Delibera AGCOM n. 480 che ha cancellato dalla pianificazione i canali da rottamare verrà discussa nel merito dal TAR del Lazio il 20 aprile 2016. Ciononostante, la Direzione MiSE di Viale America ha ritenuto di ignorare la circostanza per mettere la Magistratura di fronte ai fatti compiuti secondo la regola Renziana “non mi può fregare di meno … ora comando io” . A questo punto sono scattate diverse interrogazioni parlamentari che domani stesso verranno depositate alla Camera, prima fra tutte quella del Movimento 5 Stelle dove, tra l’altro, si legge “se il Ministro sia a conoscenza dell’assurdo provvedimento che, se confermato, arrecherebbe un notevole danno alle imprese e alle 150 famiglie, messe sul lastrico dalla mattina alla sera, senza aver avuto il tempo necessario per trovare altre soluzioni lavorative per il proprio sostentamento;
  • Se ritiene di ripristinare un corretto “iter” procedurale nella dismissione degli impianti consistente nel concordare con le singole imprese, assistite da REA – Radiotelevisioni Europee Associate, tempi e modalità di cessazione dell’attività tenendo conto delle particolari situazioni di ciascuna azienda evitando in tal modo situazioni “traumatiche” economiche e sociali nel rispetto del dettato costituzionale del diritto alla libera attività imprenditoriale per la funzione di operatore di rete e della libera espressione nella funzione di fornitore di contenuti.
  • Se ritiene, per il rispetto che si deve alla Magistratura, alle imprese e alle famiglie coinvolte dal provvedimento, di differire i tempi dello spegnimento degli impianti fino al giudizio di merito in sede TAR già fissato per il 20 aprile 2016.  

San Cesareo, 06 marzo 2016 

                                     REA – Radiotelevisioni Europee Associate