Perché gli italiani in Sud America hanno votato decisamente per il SI? L’opinione di Nello Gargiulo

(foto: nel riquadro Nello Gargiulo)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo apparso sulla rivista Presenza in Cile a firma di Nello Gargiulo, rappresentante italiano per il Cile nel CGIE. il Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo. In questo articolo Gargiulo cerca di spiegare perché l’80% degli italiani in Sud America ha votato SI all’ultimo referendum sulla giustizia, mentre gli italiani in Italia hanno votato NO per 53%

Il risultato   del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma di un importante aspetto della giustizia in Italia si è giocato su un effettivo cambio alla Costituzione con ben 7 articoli coinvolti. Il quesito non è stato approvato dal 53% dell’elettorato italiano. Gli elettori (numerosi i giovani questa volta) hanno preferito non toccare l’attuale Costituzione.  La riforma proposta dall’ attuale governo oltre la supposta modernizzazione della giustizia metteva in gioco anche il potere dei giudici considerato di troppa animosità nei confronti di determinati settori della politica italiana.

Questi due aspetti sono entrati pesantemente nel gioco politico dei partiti anche quando fin dall’ inizio in tutti i settori sia della magistratura come degli schieramenti dei partiti vi fossero posizioni tante a favore del SI come del NO. Ci si aspettava quindi una campagna sul merito dei quesiti e non come nell’ ultimo mese di campagna di fuochi incrociati tra gli schieramenti in campo e direttamente di certi settori della magistratura.

L’ elettorato italiano all’ estero in America Latina per circa l’80% si è manifestato a favore del SI. Perché questo disallineamento con le percentuali in Italia ed anche in Europa?  Un primo tentativo di risposta ci sembrerebbe trovarlo sul fatto che il punto di osservazione da oltre oceano, è stato quello di un coinvolgimento meno passionale e quindi votare per il SI avrebbe potuto allinearsi con le tesi sostenute sui tempi della giustizia in Italia più rapidi come pure ridurre la supposta eccessiva influenza dei giudici sulla politica.  Collocandoci su un piano più strettamente politico il SI Latino-Americano ha voluto premiare anche la stabilità del governo in carica.  Un atto di fiducia nonostante l’approvazione della legge che ha ristretto la trasmissione della cittadinanza esattamente un anno fa. Como spiegarci questo? Forze politiche che hanno fortemente criticato il decreto cittadinanza ora si sono schierate apertamente per il Si.

L’ universo elettorale dell’italo-latinoamericano è composto per il 90% da votanti italo-discendenti che coltivano con l’Italia un forte rapporto di cuore e di emozioni e meno spiccata certamente è la comprensione della consapevolezza civica in questo caso del voto.

Per quanto riguarda il futuro, le enormi energie fisiche e finanziarie che caratterizzano le attuali modalità di voto all’estero, suggeriscono di rivedere l’intero sistema caratterizzato da: a) grandi distanze per far arrivare in tempo le buste con il materiale di votazioni; b) indirizzi non sempre facili da aggiornare; c) una platea molto vasta che fa fatica a comprendere le problematiche in gioco quando vengono posti come quesiti referendari. C’è pertanto da auspicare che gli ingranaggi dei partiti e delle coalizioni consentano in futuro di rivedere tutta l’impalcatura del sistema di votazione all’ estero. Un sistema che quest’anno compie 20 anni: ormai è diventato maggiorenne e, quindi, ha l’obbligo di svilupparsi in un modo sempre più responsabile.

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