Per il Ministero degli Esteri i Consoli Onorari non sono abilitati ad autenticare le liste per l’elezione dei Comites. I pareri di Antonello Caponera e Alessandro Maggi.

( Foto: sullo sfondo di Bogotà (Colombia) Antonello Caponera, Presidente del Comites della Colombia)

Riportiamo di seguito una lettera inviata da molti rappresentanti degli italiani all’estero alla Direzione Generale per i Servizi ai Cittadini all’estero del Ministero degli Esteri, nonché ai Parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero in merito alla decisione di impedire ai Consoli Onorari di autentificare le firme dei sottoscrittori delle liste per il rinnovo dei Comites in programma entro la fine del 2026. In allegato riportiamo anche i pareri di Antonello Caponera, Presidente deil Comites della Colombia e Alessandro Maggi, giornalista, ex presidente del Comites di Montevideo, attuale consigliere Comites lista Unitalia e vicepresidente della Sociedad Italiana di Colonia

Risulta che la Direzione Generale – Ufficio II del MAECI abbia impartito alle rappresentanze diplomatico-consolari l’indicazione secondo cui l’autenticazione delle firme debba essere effettuata esclusivamente dagli Uffici consolari di I categoria, con conseguente esclusione dei Consolati onorari. Al fine di agevolare il più possibile la raccolta delle sottoscrizioni, viene inoltre indicata la possibilità per le sedi consolari di organizzare appositi incontri, sia all’interno sia al di fuori delle proprie sedi.

Tale impostazione, tuttavia, rischia di produrre una evidente disparità di trattamento tra i cittadini italiani residenti nelle cittá in cui sono presenti uffici consolari di I categoria  e coloro che risiedono lontanissimi dalle suddette sedi Il problema appare particolarmente evidente in America Latina, dove vi sono vari Paesi caratterizzati da estensioni territoriali enormi. È ragionevole chiedersi cosa debba fare un connazionale che vive a migliaia di chilometri da Città del Messico, Bogotá, Lima ecc., qualora intendesse legittimamente essere parte attiva del processo elettorale: pare sinceramente impensabile costringerlo a lasciare il proprio posto di lavoro, investire tempo e danaro prezioso esclusivamente per poter esercitare un proprio diritto ed apporre una firma!

È evidente che una simile procedura, oltre a risultare concretamente impraticabile per molti connazionali, limita di fatto l’esercizio democratico del diritto di partecipazione alle elezioni dei Com.It.Es., limitando, di conseguenza,  il ruolo stesso di organismi di rappresentanza degli italiani all’estero. Per tali ragioni, si chiede con cortese urgenza di voler riesaminare la direttiva impartita, soprattutto in considerazione delle imminenti scadenze elettorali, valutando l’opportunità di estendere la possibilità di autenticazione delle firme anche presso i Consolati onorari, laddove presenti, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti.

Una soluzione di questo tipo consentirebbe di rendere la procedura più accessibile, capillare ed equa, garantendo a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dal luogo di residenza, una concreta possibilità di partecipare alla fase di presentazione delle liste per il rinnovo dei Com.It.Es. Confidando nella sensibilità della Direzione Generale e in un sollecito riesame della questione, si porgono cordiali saluti.

(Seguono le firme di adesione).

Antonello Caponera, Presidente del Comites della Colombia: ‘Siamo un problema o una risorsa?’

Qui stiamo facendo i salti mortali per rimediare i 100 sottoscrittori. Il MAECI come puoi leggere non aiuta. Come si puó impedire ai consoli onorari di raccogliere le firme dei sottoscrittori della lista, quando possono fare addirittura i passaporti. Nei grandi paesi dell’America Latina chi é quella persona che prende un aereo solo per andare a mettere una firma? Francamente non si puó chiedere a nessuno. Si puó andare il funzionario nella cittá, ma il numero di connazionali firmatari deve essere congruo per giustificare il viaggio. La gente lavora non é a disposizione degli impiegati dei consolati. Insomma questi Comites sono una realtá scomoda, forse troppo costosa. E’ questa la partecipazione democratica? Voler escludere le persone dalla partecipazione democratica. Forse a questo punto potrebbero anche abrogarli. Ancora una volta gli italiani all’estero sono visti come un problema e non come una risorsa.


Alessandro Maggi. Ex presidente del Comites di Montevideo, attuale consigliere Comites lista Unitalia e vicepresidente della Sociedad Italiana di Colonia. Dirige anche il programma radiofonico Italia per tutti a Colonia del Sacramento.

É questa a mio avviso una ulteriore manovra del Maeci e del attuale governo italiano di Meloni e Tajani per far si che le elezioni per il rinnovo dei Comites praticamente saltino. Noi che siamo all interno é praticamente imposssibile recarsi a Montevideo per unica sede Consolare che esiste in Uruguay. Mai accaduto in precedenti occasioni. Un altra misura contro gli Italiani nel Mondo, é un colpo mortale contro gli organi di rappresentanza che sono i Comites. Qui in Uruguay i notai delle liste registravano la loro firma davanti ai consoli e poi ogni lista presentava le 200 adesioni con la legalizzazione notarile.


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