
(Foto: Cristina Di Giorgio sullo sfondo dell’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile)
Per la nostra rubrica ‘Italia e Italiani nel mondo’ abbiamo intervistato Cristina Di Giorgio, Direttrice del prestigioso Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile. Laureata in Lettere, con una tesi in Filosofia del Linguaggio con relatore Tullio De Mauro all’Università La Sapienza di Roma, la Di Giorgio dal 2003 è addetta alla Promozione Culturale per il Ministero degli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale. In precedenza ha diretto gli Istituti Italiani di Cultura di Colonia, Francoforte, Amburgo e Dakar. Ma ecco cosa ha dichiarato a REA International.
Ci può descrivere come è strutturato l’Istituto Italiano di Cultura?
L’Istituto Italiano di Cultura Santiago ha una lunga storia. Nacque come iniziativa locale nel 1936 e dal 1957 è ufficialmente un’istituzione dello Stato Italiano. Infatti nel 1936 si era formato l’organismo culturale “I nipoti della Lupa”, che si sciolse nel 1940 per ragioni belliche. Ma a guerra terminata, nel 1945, i professori Carlo Mori -Decano della facoltà di Ingegneria dell’Università del Cile – e Davide Grillo, ripresero l’iniziativa. Più avanti, nel 1947, l’ente prese il nome di Instituto ‘Chileno-Italiano de Cultura’ con riconoscimento giuridico locale e propri statuti.
La prima sede di questo “Instituto” fu all’interno dell’edificio della Scuola Italiana Vittorio Montiglio, situata allora in calle Agustinas 539. In seguito l’Ambasciata d’Italia in Santiago si fece carico dell’istituzione mandandovi il primo Direttore, e l’11 giugno 1957 venne inaugurata la nuova sede in Calle Huérfanos 1828 (entrambe a Santiago Centro). Dal 1986 la sede è in Triana 843, nell’edificio che fino ad allora era occupato dall’Ambasciata Italiana. L’attuale Ambasciata, infatti era la Residenza dell’Ambasciatore.
Nell’Istituto lavorano due funzionari di ruolo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (direttrice ed addetta) e 6 contrattisti locali. Le attività di tutti gli IIC sono la diffusione della lingua e della cultura italiana nel Paese in cui operano. L’IIC Santiago svolge questo mandato (regolato dalla Legge 401/90) offrendo corsi di lingua italiana, per i quali affida la gestione a un ente locale, sia in presenza che on line e offrendo attività culturali molto spesso in collaborazione con istituzioni cilene, al fine di promuovere la collaborazione tra i due Paesi. Le attività culturali coprono i vari settori: musica, cinema, arte, teatro, danza, conferenze scientifiche, design, ecc. Cerchiamo di presentare un’immagine dell’Italia contemporanea dando così la possibilità al pubblico di accedere alla scena culturale italiana attuale.
Per raggiungere questo obiettivo cerchiamo di essere presenti con un’iniziativa culturale italiana nei principali festival culturali cileni (teatro, cinema, musica, arte). Nel 2025, ad esempio, l’Italia è stata presente nel festival internazionale di teatro Santiago a Mil (il più importante festival del settore in America Latina), con un’opera di Chiara Guidi, ‘La terra dei Lombrichi’, nei principali festival cinematografici, nella Biennal di Arte contemporanea di Antofagasta Saco, con l’artista Carlo De Meo e nella Biennale di arte tessile di Santiago, con tre opere dell’artista Marinella Senatore.
Per la musica, il jazzista italiano Nico Morelli ha partecipato al Festival di Jazz ChilEuropa e al festival di Jazz del Maule a Talca. Sempre al fine di presentare la scena culturale italiana contemporanea, nel 2025 abbiamo presentato un progetto artistico di altissimo valore nel Museo di Arte Contemporanea di Santiago: l’esposizione dedicata ai 50 della Biennale di Venezia del 1974 (edizione dedicata al Cile, in solidarietà al popolo cileno) dal titolo “Quimeras. La Biennale del ’74 come laboratorio del presente”. Uno dei più importanti artisti italiani, Eugenio Tibaldi e uno dei più importanti cileni, Patrick Hamilton, hanno creato delle opere site specific per riflettere sull’eredità dell’esperienza artistica del’74. La mostra è stata curata da Eugenio Viola, curatore italiano di fama internazionale. Sempre nell’ottica di presentare l’Italia attuale, porteremo una giovane artista, Laila Al Habash e la sua etichetta indipendente alla Fiera di creatività musicale Fluvial, a Valdivia. Un’occasione per far conoscere la nuova realtà musicale italiana.
Al fine di mettere in contatto la realtà culturale italiana e quella cilena, organizziamo o supportiamo residenze artistiche, nelle quali artisti o operatori culturali italiani entrano in contatto con omologhi cileni. La stessa cosa fa l’Ambasciata cilena in Italia per i cileni. Collaboriamo con l’Ambasciata d’Italia per progetti integrati come l’Italian design Day o la settimana della cucina italiana, operando in sinergia, ciascuno secondo le proprie competenze, per promuovere le eccellenze italiane.
Quanti sono attualmente gli studenti di italiano e cosa li ha spinti a studiare la nostra lingua?
Abbiamo più di 1000 studenti l’anno, tra corsi presenziali e a distanza. Le motivazioni sono diverse: studiare la lingua delle proprie radici, andare a studiare nelle università italiane, turismo, interessi culturali o semplicemente aggiungere la conoscenza di una lingua in più nel proprio curriculum.
Cosa si aspettano dal governo italiano i giovani cileni o discendenti di italiani?
Io posso parlare solo dal punto di vista di un operatore culturale e non distinguo tra cileni e discendenti di italiani. Il mio lavoro, per quanto riguarda la comunità di discendenti italiani, è quello di avvicinarli alla cultura del paese di provenienza. Le nostre attività in generale sono mirate a questo obiettivo.
Qual è l’obiettivo principale che spera di raggiungere?
Aumentare il numero di studenti dei nostri corsi di italiano e in generale aumentare il pubblico interessato alla cultura italiana, cercando di raggiungere le fasce d’età più giovani.

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