Cile: celebrata la settimana della cucina italiana

(Foto: nel riquadro Nello Gargiulo. un momento della manifestazione)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo inviatoci da Nello Gargiulo, rappresentate del Cile nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) ed editorialista del Quindicinale italiano Presenza.

Di Nello Gargiulo

Il mese di novembre dal 2016 è un appuntamento con intensità sempre crescente per celebrare la cucina italiana nel mondo. Un momento di incontri della gastronomia italiana per rivivere la ricchezza delle origini, le stimolanti innovazioni del presente ed anche immaginarsene il futuro. In ogni iniziativa emergono ovunque i fondamenti legati al Made in Italy delle eccellenze dei prodotti italiani come garanzia di una cucina di livello
La postulazione a Patrimonio immateriale della UNESCO della cucina italiana associa esige garanzia di marchi, certificazioni di origine e diqualità.
Per il mondo degli italiani all’ estero questo appuntamento può aprire alle nuove generazioni una strada per ricollegarsi alle origini ed alle tradizioni culinarie ascoltate e sperimentate nelle feste regionali o semplicemente nelle domeniche in famiglie o nei pranzi delle circostanze speciali. La cucina insieme alla lingua è un pilastro su cui si regge e avanza l’italianità nel mondo. La bocca è per parlare ma anche per magiare gustare, trovare il senso del piacere e del sapore.
Dal punto di vista della storia migratoria è doveroso riconoscere che i veri artefici della conoscenza e della diffusione della cucina italiana nei paesi di accoglienza sono stati i connazionali che hanno aperto tavole
calde, ristoranti, pizzerie importato prodotti. Sacrifici e dedicazione sono legati a questo settore. Ma lasciando da parte i ricordi con il mondo che cambia e le culture che si interconnettono; la gastronomia riflette un volto di maggiore integrazione alle realtà ed esigenze locali; per questo la sfida di non lasciarsi assimilare è notevole e va sempre tenuta presente.
Guardare oggi alla cucina italiana del presente vuol dire fare un viaggio nella sua evoluzione dove i sapori si sono uniti anche all’ estetica e come rendere sostenibile nel tempo e nei diversi ambienti questa originalità. Alla chiusura di questa settimana intensa anche in Cile con un programma articolato e penetrante che la nostra Ambasciata ha
animato e realizzato su fronti diversi, nasce anche una domanda: si riuscirà a sedere intorno ad un tavolo, operatori, chef, importatori ed appassionati del settore gastronomico italiano e pensare se in Cile si potrà creare una pera e propria Cattedra di gastronomia regionale Italiana, che possa trovare spazio all’ interno di qualche Istituto o
Università cosi come avviene con la lingua italiana. Bisognerebbe provarci probabilmente più di un mecene sono in attesa di una proposta.

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