
(Foto: nel riquadro Fabio Porta)
Di Rainero Schembri
Per la rubrica Italia e italiani nel Mondo, abbiamo intervistato l’on. Fabio Porta eletto nella Circoscrizione Sud America, dove vivono oltre 50milioni di oriundi italiani. In pratica ci siamo concentrati sulle ultime novità politiche ed economiche riguardanti questa grande realtà, destinata sempre di più a svolgere un ruolo fondamentale nella nostra politica estera.
Cominciamo, on. Porta, a parlare di un mezzo incubo per gli italiani residenti all’estero. Cioè, del sistema ‘Prenot@mi’ fornito dagli uffici consolari all’estero ma che unanimamente viene ritenuto del tutto inefficiente. Lei cosa ne pensa?
Ha ragione quando sostiene che il sistema ‘Prenot@mi’ è diventato un incubo per gli italiani all’estero: parliamo di appuntamenti impossibili da ottenere, di ritardi e sospetti abusi che stanno minando la fiducia nelle nostre istituzioni. Non è più possibile gestire una platea di milioni di cittadini con un sistema di prenotazioni on‑line inadeguato e inefficiente, che anche l’hacker più impreparato o un “mini robot informatico” da poche centinaia di euro riesce facilmente a manipolare. Tutto ciò a danno delle migliaia di persone che quotidianamente tentano con pazienza di fissare un appuntamento in consolato. Le segnalazioni arrivano soprattutto da America Latina, Stati Uniti ed Europa, dove le comunità italiane vivono da tempo una situazione inaccettabile. Servono subito più risorse, più personale e una piattaforma moderna, trasparente e sicura. La credibilità dell’Italia passa anche dalla capacità di garantire ai propri cittadini all’estero servizi efficienti e dignitosi.
In compenso, diciamolo, c’è anche qualcosa di positivosotto il sole. Ad esempio, nell’ambito del pacchetto ‘Mille proroghe’ è stato approvato l’emendamento che sposta dal 2026 al 31 maggio 2029 l’iscrizione in Consolato dei figli minorenni degli italiani residenti all’estero. Ci può spiegare meglio cosa è cambiato?
L’emendamento è stato presentatoda me e dai parlamentari Toni Ricciardi, Nicola Carè e Christian Di Sanzo, ugualmente eletti all’estero. Con orgoglio posso dire che il gruppo parlamentare del Partito Democratico, che già era stato in prima linea nell’opposizione alla legge che di fatto aveva cancellato lo ‘ius sanguinis’, ha confermato con l’impegno per l’approvazione di questo emendamento di essere serio e coerente nella difesa dei diritti degli italiani nel mondo.
Ciò vale anche per la risoluzione presentata in Commissione Affari esteri e comunitari e in Commissione Cultura della Camera, che chiede al Governo di definire una strategia pluriennale integrata di diplomazia culturale e promozione della lingua italiana, in una chiara prospettiva di Sistema Italia, che riconosca esplicitamente il ruolo delle comunità italiane all’estero e degli italo‑discendenti come vettori strutturali di cultura italiana nel mondo. In sostanza, dobbiamo valorizzare tutte le potenzialità di alcuni accordi che possono rafforzare culturalmente ed economicamente l’Italia e i Paesi con una consistente presenza di discendenti italiani.
Ci può citare un esempio concreto di accordo?
Certo. Dopo anni di incontri e approfondimenti è stato firmato, ad esempio, a Rosario in Argentina l’accordo per l’avvio di un importante progetto di cooperazione sociale e tecnologica tra la Confcooperative italiana e il sindacato locale “Luz y Fuerza”. L’accordo, firmato dal delegato di Confcooperative Giuseppe Pittari e dal Presidente del sindacato Alberto Botto, ha dato l’avvio formale al progetto “Innovazione umanistica Italia-Argentina” che conterà sulla collaborazione dell’Università nazionale di Rosario e l’Università di Messina in Italia.
Al centro del progetto c’è lo scambio di conoscenze e tecnologie nei settori dell’energia rinnovabile, delle smart-cities e della telemedicina, con l’implementazione già nei prossimi mesi di un progetto pilota che produrrà in loco tecnologia innovativa con l’utilizzo dell’IA.
Il progetto è stato presentato al Console Generale d’Italia Marco Bocchi e al Sindaco della città argentina Pablo Javkin, che hanno assicurato all’iniziativa il sostegno istituzionale dei due Paesi. Aggiungo, questo progetto nasce contemporaneamente all’avvio dell’accordo Mercosur e Unione Europea e avrà presto delle ricadute dirette sullo sviluppo di uno scambio che coinvolgerà anche gli altri Paesi dell’area in settori altamente strategici e con un forte e positivo impatto sul capitale umano che sarà coinvolto, sia nel campo della formazione accademica, che in quello dello sviluppo sociale e occupazionale.
A proposito dell’accordo Unione Europea e Mercosur, che raggruppa Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, recentemente sono state approvate le clausole di salvaguardia agricole. In concreto cosa significa?
Questa approvazione permette di intervenire rapidamente, sospendendo le preferenze tariffarie sui prodotti sensibili quando l’aumento delle importazioni o il calo dei prezzi rischiano di danneggiare i nostri agricoltori: è una garanzia concreta per settori come carne bovina, pollame, uova, agrumi e zucchero, e per i territori che vivono di agricoltura. Allo stesso tempo, è un’apertura regolata ai mercati dell’America Latina e, quindi, rafforza le possibilità di export per le nostre imprese e valorizza le eccellenze agro‑alimentari italiane, dalle Indicazioni Geografiche alle filiere di qualità. Infine, per le comunità italiane in Sud America, questo accordo significa più scambi, più opportunità economiche e culturali e un legame ancora più stretto tra i due lati dell’Atlantico. Per queste ragioni considero questo provvedimento un passo avanti importante: tutela i nostri agricoltori, rafforza il ruolo dell’Italia nei rapporti con l’America Latina e valorizza il contributo delle nostre comunità italiane all’estero.
Recentemente Lei ha sostenuto che la difesa dell’Ucraina e la difesa della libertà di stampa vanno di pari passo. Cosa intendeva dire?
Che il rafforzamento delle norme a tutela dei giornalisti freelance inviati in aree di conflitto (penso alla formazione sulla sicurezza e alla copertura assicurativa a carico degli editori con un sostegno pubblico iniziale), rappresentano un passo avanti importante. Senza il lavoro di questi cronisti, spesso precari e poco tutelati, non avremmo immagini e testimonianze fondamentali su ciò che accade in Ucraina e negli altri scenari di crisi. Proteggere chi informa significa difendere il diritto dei cittadini alla verità.
Lei risiede in Brasile. Parliamo allora di un caso specifico riguardante questa grande Paese. Mi riferisco alla sua interrogazione parlamentare sui ritardi nelle procedure di conversione delle patenti di guida brasiliane in Italia. Come stanno effettivamente le cose?
Nonostante il rinnovo dell’Accordo Italia–Brasile sul reciproco riconoscimento delle patenti sia entrato in vigore il 28 aprile 2025, dopo la sospensione dei suoi effetti dal 13 gennaio 2023 e oltre due anni di vuoto normativo, persistono ritardi inaccettabili e gravi disparità territoriali nella gestione delle domande, con conseguenze concrete sulla vita quotidiana, sull’accesso al lavoro e sul diritto alla mobilità. Continuano ad arrivarmi segnalazioni di cittadini che denunciano ritardi incomprensibili. Non è accettabile che un accordo internazionale già operativo resti di fatto lettera morta a causa di inefficienze amministrative. Servono tempi certi, trasparenza e pari trattamento su tutto il territorio nazionale.
Per restare in tema Brasile, lei recentemente ha partecipato a Genova alla celebrazione della giornata dell’emigrazione italiana in questa Paese. Ci descriva sinteticamente come si è sviluppata la giornata?
Molte iniziativa si sono svolte all’interno del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI) presso la sede museale di Piazza della Commenda a Genova. Insieme a me hanno partecipato Pierangelo Campodonico, il Direttore del Mu.MA (Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni), Paolo Masini, Presidente Fondazione MEI e con videomessaggi Renato Mosca de Souza, Ambasciatore del Brasile a Roma, Silvia Alciati, Rappresentante CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e Fabio Niosi, Ambasciatore del MEI in Brasile.
La ricorrenza, che in Brasile si celebra il 21 febbraio, ha inteso ricordare l’arrivo nel 1874 dei primi 386 migranti italiani giunti a Vitória nello Stato brasiliano di Espirito Santo, a bordo della nave “Sofia”, salpata proprio dal porto di Genova. Si è trattato di un evento simbolico dell’inizio della grande emigrazione italiana verso il Brasile. Nel corso della manifestazione il MEI ha proposto incontri, visite guidate, momenti musicali e iniziative culturali dedicate alla storia e al contributo delle comunità italiane in Brasile, con ingresso gratuito per il pubblico. La manifestazione ha rappresentato un’occasione preziosa per valorizzare il legame storico tra Italia e Brasile e per rafforzare il dialogo con i milioni di italo-discendenti che vivono nel Paese sudamericano, nonché il ruolo decisivo delle nuove generazioni nel tentare di mantenere viva la memoria delle migrazioni e nel costruire relazioni sempre più strette tra le due sponde dell’Atlantico.

More Stories
Il Chigiana International Festival di Siena apre le porte ai giovani musicisti latinoamericani
Fabio Niosi: Dal Brasile portiamo infermieri qualificati a sostegno della sanità italiana
L’IA avvicinerà l’America Latina all’Europa? Antonio Martino ci crede fermamente