IL CAPO DELLO STATO FACCIA RISPETTARE L’ARTICOLO 48 DELLA COSTITUZIONE Apr12

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IL CAPO DELLO STATO FACCIA RISPETTARE L’ARTICOLO 48 DELLA COSTITUZIONE

                LETTERA APERTA AL CAPO DELLO STATO SUL REFEREMDUM DEL 17 APRILE 2016                   

               (per il rispetto dell’articolo 48 Costituzione nei servizi informativi radiotelevisivi RAI e Reti private nazionali e locali)

 

Il 17 aprile 2016 il Popolo italiano potrà avvalersi del diritto di voto sul noto quesito referendario relativo all’abrogazione o meno della durata a vita utile dei giacimenti petroliferi e gas esistenti in Italia. Nel corso del dibattito radiotelevisivo nazionale e locale si sono delineate tre posizioni politiche anziché due come sarebbe stato naturale e giusto conformemente al dettato costituzionale relativo all’articolo 48 il quale novellaIl voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico”. Infatti in tutti i precedenti referendum si è stati chiamati a rispondere su precisi quesiti senza tergiversare su altre questioni. Questa volta, la prima nella storia della Repubblica, è emersa una terza posizione politica, quella degli astensionisti, rappresentata ufficialmente dal Capo del Governo, la quale è entrata subdolamente, ma attivamente nella competizione referendaria con il preciso obbiettivo di minare alla base il quorum necessario per la validazione del risultato finale.

La nuova posizione politica per l’astensione è stata addirittura ufficializzata dalla Delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, n. 73/16/CONS del 7 marzo 2016, articolo 7, dove al comma 2, lettera b) prevede: “ ….Qualora, in detti programmi assuma carattere rilevante l’esposizione di opinioni e valutazioni politiche riconducibili ai temi del referendum, dovrà essere complessivamente garantita, nel corso della campagna referendaria, la presenza equilibrata e il contraddittorio tra soggetti favorevoli o contrari al quesito referendario, includendo tra questi ultimi anche coloro che si esprimono per l’astensione o la non partecipazione al voto” .

Non intendiamo addentrarci in una disquisizione di carattere giuridico sulla disinvolta interpretazione data all’articolo 48 della Costituzione dal Capo del Governo. Cosa questa che sarà inviata alla Magistratura che ci legge per conoscenza, salvo il caso di un Suo autorevole intervento per il ripristino, nella forma e nella sostanza, delle regole democratiche per l’esercizio del voto. Infatti si chiede se sia legittima, non subliminale, la posizione politica di coloro che sostengono l’astensione al voto che, a nostro avviso, potrebbe nascondere l’incitamento alla rinuncia di un diritto costituzionale per comprimere la libertà del cittadino e la stessa vita democratica della Repubblica. Ben si comprende che il chiarimento sarà indispensabile nella misura in cui la questione si rapporta ad un pericoloso precedente per le sorti della democrazia “a partecipazione popolare”. Sta di fatto che il dibattito referendario, prevalentemente svolto dalle radiotelevisioni nazionali abbia preso una brutta piega nel senso che ai cittadini meno dotati di cognizioni giuridiche si carpisce la buona fede inculcando l’idea che “il voto sia un optional” della democrazia e che l’astensione sia cosa lecita. Simile idea una volta divenuta popolare, grazie alla incompletezza della informazione radiotelevisiva svolta anche dalla rete pubblica RAI, tra l’altro, confortata dalla Delibera AGCOM n. 73/16/CONS del 7 marzo 2016, articolo 7, lettera b), produce terribili conseguenze per la formazione civica e culturale dei giovani chiamati per la prima volta alle urne.

Pertanto, sarebbe buona cosa se fosse il Garante della Costituzione in prima persona a spiegare ai cittadini il valore civico del voto con un messaggio alla nazione quanto mai atteso specie dai giovani elettori spesso ignari dei loro diritti per la mancanza di cognizioni scolastiche. Inoltre sarebbe opportuno che, in ogni trasmissione radiotelevisiva referendaria, i responsabili dei programmi radiotelevisivi, in particolare i giornalisti sottoposti all’osservanza della Carta dei doveri professionali, fossero obbligati a darne informazione corretta dell’esistenza dell’articolo 48 della Costituzione sui diritti e doveri del cittadino rispetto al voto elettorale.                    

Confidiamo in un Suo autorevole urgentissimo intervento. Grazie e cordiali saluti.  

San Cesareo, 12 aprile 2016

                                                               REA – Radiotelevisioni Europee Associate

                                                                     Antonio Diomede (Presidente)