95 IMPIANTI TV CHIUSI DI PREPOTENZA IN SICILIA – LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL MiSE ANTONIO LIROSI Mar07

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95 IMPIANTI TV CHIUSI DI PREPOTENZA IN SICILIA – LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL MiSE ANTONIO LIROSI

95 IMPIANTI TV CHIUSI DI PREPOTENZA IN SICILIA

LETTERA APERTA AL DIRETTORE DEL MISE DOTTOR ANTONIO LIROSI

Egregio Dottor Antonio Lirosi, 

pensavamo che la nota diatriba sulla legittimità o meno dell’Amministrazione a spegnere le frequenze che ci sono state assegnate solo pochi mesi fa con diritto d’uso ventennale fosse giunta alla conclusione naturale con l’esame di merito della Giustizia Amministrativa già fissato dalla Prima Sezione del TAR del Lazio per il giorno 20 aprile 2016. Così non è. Infatti con il consueto stile che vi contraddistingue, impavidi esecutori di ordini governativi impregnati di posizioni politiche incuranti del rispetto per la legge, dello stato sociale, per le persone e della Magistratura continuate ad essere sciocchi esecutori di quel potere che oggi vi sostiene ma che domani, forse oggi stesso, vi farà annegare nelle vostre stesse ambizioni di carriera. Veniamo al dunque. Lei, egregio Direttore, ha inviato terribili missive intimidatorie a decine di emittenti televisive locali della Regione Sicilia, ovvero ad aziende che per 40 anni hanno dato lavoro a centinaia di famiglie, invitandole a chiudere l’attività in pochi attimi senza preoccuparsi di ciò che socialmente ed umanamente quel gesto potrà provocare. Capisco che tutto ciò fa parte della ideologia prevalente dell’ordoliberismo sfrenato, ma viva Dio, i valori umani e sociali se non sapientemente tenuti nella dovuta considerazione ci porterà tutti alle porte del massacro sociale. Sa benissimo che quelle frequenze sono state assegnate a bella posta alle emittenti locali per farle chiudere. Sa benissimo che la chiusura delle emittenti locali corrisponde alla esigenza di togliersi dalle scatole centinaia di voci stonate rispetto al potere dominante. Ma arrivare al punto di anticipare un verdetto di chiusura immediata che solo alla Magistratura competerebbe emetterne il giudizio, tra l’altro già fissato per il 20 aprile 2016, è il massimo che si possa immaginare da una istituzione qual è l’Amministrazione delle comunicazioni dello Stato da lei zelantemente capitanata. Pertanto, per non aggiungere altro caos al caos già abbondantemente prodotto insieme ad AGCOM con la disastrosa  pianificazione del digitale televisivo terrestre che ha eluso tutte le leggi in vigore, con i truccati banda farsa, con la malfamata pianificazione LCN, le chiedo cortesemente di non essere impaziente e di  differire il termine di spegnimento dei 95  impianti televisivi locali della Regione Sicilia  dopo il 20 aprile 2016, cioè dopo il pronunciamento del TAR sulla delibera 480/CONS/14, eventualmente concordando con le singole aziende, secondo le specifiche esigenze lavorative, tempi e modalità di dismissione degli impianti. Come vede, ritorniamo a chiedere, com’è nostro costume,  nel rispetto della legalità, che la Giustizia faccia il suo corso. Capisco che la cultura per il rispetto della Giustizia e delle persone è calante, ma faccia uno  sforzo per darci un briciolo di speranza.  

                                                            Antonio Diomede, Presidente REA